Recensione AMD Ryzen 7 1800X, 1700X e 1700: benchmark e overclock

Con il lancio dei Ryzen 7, AMD ha dato una svolta al mercato dei processori desktop, riportando una certa concorrenza e rompendo un dominio Intel durato diversi anni. In molti aspettavano il ritorno dell’azienda di Sunnyvale, anche se la sfida con il rivale di sempre, Intel, da qui in avanti non sarà facile.

Dopo alcuni inconvenienti, che hanno determinato un ritardo nella consegna del sample, oggi vi proponiamo finalmente i nostri test della nuova CPU top gamma AMD Ryzen 7 1800X. Ricevuta la CPU, abbiamo deciso di temporeggiare, per avere sotto mano anche le altre due CPU Ryzen 7 1700X e 1700, raggruppando così le prove dei tre processori AMD in un unico articolo.

Fatta questa premessa, a circa tre settimane dal lancio ufficiale del 2 marzo, ci sono già alcuni punti fermi che caratterizzano i nuovi processori AMD, nonostante la piattaforma sia decisamente giovane e necessiti di qualche ottimizzazione per sfruttarne al meglio le potenzialità. In attesa di vedere come andranno i prodotti di fascia media Ryzen 5, recentemente presentati, possiamo dire che AMD è riuscita a colmare il gap con Intel, offrendo processori competitivi per prezzo e prestazioni.

AMD, in occasione delle presentazione dei prodotti, ha sottolineato molto questo aspetto, soffermandosi in particolar modo sul segmento di fascia alta, in cui riesce ad essere competitiva con gli Intel Core i7, offrendo però processori che costano la metà. Non a caso, in questi giorni, abbiamo visto molti confronti tra il Core i7-6900K (1000€) e il Ryzen 1800X (500€), con numeri che al momento danno ragione ad AMD.

Sul web i test e le comparative sulle CPU Ryzen non mancano, per questo motivo noi cercheremo di capire più che altro quale sia la migliore opzione tra i tre modelli Ryzen 7 proposti dall’azienda americana.

Dell’architettura dei processori Ryzen 7, e delle novità introdotte da AMD, abbiamo ampiamente discusso nel nostro primo articolo; oggi cercheremo quindi di non dilungarci (per quanto possibile) con troppi dati tecnici, parlando più che altro di overclock, prestazioni, consumi e, in generale, di come si comporta la piattaforma AM4.

Prima di procedere ricordiamo però le caratteristiche tecniche dei tre processori in esame, messi a confronto con gli Intel Core i7 6900K e l’Intel Core i7 7700K.

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Il confronto con le CPU Intel Broadwell-E, in realtà, lascia il tempo che trova; più che una comparativa tra fasce di prezzo e/o prestazioni, a nostro avviso, si dovrebbe ragionare per fasce di utenza. Questo semplicemente perchè Broadwell-E (serie Core i7 6000) è un prodotto di fascia enthusiast, ma con architettura “vecchia”; Kaby Lake invece è una piattaforma mainstream con architettura quad-core di ultima generazione. AMD Ryzen 7 si colloca se vogliamo a metà tra le due, quindi un giusto rivale potrebbe essere un eventuale Skylake/Kaby Lake X.

Come detto sopra, nonostante la piattaforma AM4 sia troppo recente per dare un giudizio definitivo, a distanza di venti giorni dal lancio, le peculiarità dei Ryzen sono ormai note. AMD ha fatto netti passi in avanti rispetto al passato e cinque a nostro avviso i punti più importanti:

netto incremento delle prestazioni IPC rispetto a Piledriver
introduzione di CPU a 8 Core/16 Thread nella fascia consumer desktop
TDP massimo di 95 Watt
supporto nativo a memorie DDR4 (anche se Dual-Channel)
supporto a standard di ultima generazione come NVMe, SATA Express, USB 3.1
Se Intel vanta ancora la miglior prestazione su core singolo, AMD invece ha stupito sotto il profilo dei consumi, proponendo chip octa-core da 95 Watt con buone frequenze di clock, spingendosi addirittura fino a 65W nel caso del Ryzen 7 1700. Questi numeri sono possibili grazie ad una buon ottimizzazione del processo produttivo (GloFo 14nm) nonché alla tecnologia SenseMI, decisiva anche nel determinare le reali frequenze di clock e performance di questi processori.

Questo aspetto, che a molti può sembrare superfluo, in realtà è importante, soprattutto perché bisogna considerare che i chip proposti da AMD sono “tirati” al massimo sotto il profilo frequenza/consumo. Se avete letto le varie review, avrete notato che la prima ondata di Ryzen 7 giunta sul mercato si ferma in overclock più o meno a 4/4,2 GHz, con i migliori risultati ottenuti ovviamente dai selezionati Ryzen 7 1800X. Se pensate di ottenere risultati migliori, in stabilità, senza disabilitare core, anche con eventuale raffreddamento a liquido, lasciate perdere in partenza.

SenseMI è uno strumento molto importante per la gestione delle CPU Ryzen: durante l’utilizzo giornaliero possiamo rilevare facilmente come interviene per gestire le frequenze dei Core, in base al carico, e soprattutto per rimanere entro il range del TDP dichiarato dall’azienda (95W o 65W).

La slide a seguire relativa al Ryzen 7 1800X potrebbe aiutarvi a capire meglio il preciso funzionamento di SenseMI:

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La gestione in tempo reale di SenseMi si può monitorare facilmente anche con l’utility AMD Ryzen Master:

In questo caso, per esempio, notiamo come il Ryzen 7 1700, accreditato di una frequenza Boost di 3,7 GHz, sotto sforzo rimanga costantemente a 3,2 GHz; diversamente non sarebbe in grado di offrire un TDP di 65 Watt. I 3,7 GHz dichiarati da AMD quindi riguardano il Precision Boost su 2 Core, quando però la CPU non è sotto sforzo con applicazioni Multi-Thread.

Una precisazione che va fatta perché, non sarebbe del tutto corretto parlare di un Octa-Core da 3,7 GHz, confrontandolo magari con un Intel di pari caratteristiche, ma con una diversa gestione del Turbo che permetta tale frequenza su tutti i Core. Questo ragionamento, un po’ contorto se volete, sarà verificato anche durante i nostri test, in cui vedremo come lo stesso Ryzen 7 1700, overcloccato manualmente a 3,7 GHz, offra prestazioni decisamente superiori.

Passiamo poi a XFR, un’ulteriore estensione di SenseMI, che inizialmente si pensava fosse appannaggio dei modelli X. In realtà anche il Ryzen 7 1700 offre un ulteriore Boost con la funzionalità XFR, ma a differenza di 1800X e 1700X, questo si ferma a soli 50 MHz; non a caso sul Ryzen 7 1700 abbiamo rilevato una frequenza massima di 3,75 GHz.

Le considerazioni fatte per il Ryzen 7 1700, valgono anche per i modelli 1800X e 1700X, ovviamente con frequenze base diverse, come del resto potete rilevare nella tabella sopra. Per analizzare col giusto metro questi processori, e capirne meglio i margini di overclock, è importante quindi tenere presente queste caratteristiche.

grazie per il tempo dedicato alla lettura di questo articolo

Paolo

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