Cos’è e come funziona l’ADSL

Per molti ha rappresentato la “porta d’ingresso” al mondo della Rete; il primo approccio con la banda larga e una connessione che non fosse l’antidiluviana 56k. L’ADSL è stato una sorta di “primo amore” per la stragrande maggioranza degli internauti italiani: standard approvato tra il 1998 e il 1999 (ma frutto di un lavoro ben più lungo) ha permesso una maggiore diffusione della connettività alla Rete grazie alla sua versatilità e relativa economicità. A differenza di altre tecnologie concorrenti, infatti, non richiede nessun nuovo impianto né impedisce di effettuare o ricevere chiamate sul telefono di casa mentre si naviga: questa combinazione di fattori ha fatto sì che si sia rapidamente affermata come standard tecnologico sia in ambito domestico, sia in ambito professionale.
Cos’è l’ADSL

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Acronimo di Asymmetric Digital Subscriber Line, l’ADSL è una tecnologia per la trasmissione dati su doppino telefonico appartenente alla famiglia delle connessioni DSL (Digital Subscriber Line) e in grado di consentire velocità di connessione superiori rispetto a quelle che possono essere ottenute da una normale connessione 56k. Nell’ADSL la larghezza di banda e la velocità di connessione destinate al download e all’upload differiscono di molto (da qui l’appellativo Asymmetric, ovvero “Asimmetrica”): si tratta, infatti, di una tecnologia destinata alle utenze domestiche o piccoli uffici e quindi pensata per il download dei contenuti dai server Internet verso i dispositivi dell’utente piuttosto che per consentire in upload l’accesso dall’esterno ai contenuti presenti negli hard disk dei dispositivi informatici connessi al modem router dell’utente.
Come funziona l’ADSL

L’invio e la ricezione dei dati in una connessione ADSL avviene sfruttando la banda di comunicazione immediatamente superiore a quella utilizzata per le chiamate vocali (dai 4 kilohertz fino a i 2 megahertz circa). Questa possibilità è garantita dall’utilizzo di un filtro telefonico (chiamato anche splitter) che separa la banda in questione, quella dedicata al traffico dati, da quella dedicata alla trasmissione della voce e rende pertanto possibile effettuare chiamate con il telefono di casa o dell’ufficio mentre si sta navigando in Rete. L’ADSL è indicata, in maniera particolare, per connessioni che avvengono a breve distanza (non più di un chilometro) dall’armadio di distribuzione stradale: il segnale, infatti, degrada velocemente in funzione della lunghezza del doppino e pertanto le velocità di connessione raggiungibili su lunghe distanze non sarebbero adeguate agli standard previsti.
Altro apparato fondamentale per il funzionamento delle connessioni ADSL è il DSLAM (acronimo di Digital Subscriber Line Access Multiplexer), dispositivo elettronico che si occupa di incanalare il traffico Internet verso infrastrutture di comunicazione più performanti (come, ad esempio, le dorsali). Il DSLAM, apparato tipico delle linee xDSL, “raccoglie” i dati provenienti dalle connessioni di una determinata zona servita da un unico armadio di strada e li convoglia verso gli apparati del proprio ISP (Internet Service Provider, l’operatore telefonico per intendersi). Sfruttando tecniche di multiplexing, il DSLAM è in grado di far viaggiare i dati di più utenti lungo la stessa linea telefonica senza che si creino interferenze o errori nella trasmissione.
Quali sono gli standard ADSL

Con il passare degli anni, l’ITU (acronimo di International Telecommunication Union) ha approvato diversi standard ADSL che hanno consentito di ampliare sempre di più lo spettro di banda e di ottimizzarne l’utilizzo così da aumentare la velocità connessione sia in download sia in upload. Se il primo standard approvato nel 1998 garantiva una velocità massima teorica di 8 megabit in download e 1 megabit in upload, gli standard attuali hanno triplicato questi valori.
Lo standard ADSL2+ Annex M offre velocità di connessione di 24 megabit in download e 3 megabit circa in upload. Questo perché gli utenti hanno a disposizione la banda che va dai 25 ai 276 kilohertz per caricare i dati, mentre la banda dai 276 kilohertz fino ai 2 megahertz circa è dedicata al download. Come detto, però, le velocità sono destinate a calare piuttosto repentinamente a causa del degrado della qualità di connessione in funzione della lunghezza del cavo di rame: se entro 1,5 chilometri di distanza dalla centrale di strada la velocità massima teorica resta al di sopra dei 20 megabit al secondo, una volta passata la soglia dei 2 chilometri di distanza si scende al di sotto dei 10 megabit, sino ad arrivare a 1,5 megabit a 5 chilometri circa di distanza.

Grazie per il tempo dedicato alla lettura di questo articolo

Paolo

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