Come pagare con lo smartphone

Pagare con lo smartphone non è più un’azione impossibile da fare in Italia. Sono oramai decine i servizi che permettono di utilizzare il proprio device con tecnologia NFC (Near Field Comunication) per effettuare pagamenti nei negozi senza dover utilizzare il contante o le carte di credito. Una vera e propria rivoluzione che ha investito il mondo del commercio negli ultimi anni. Una delle prime aziende a lanciare questa tecnologia è stata Google nel 2011 con l’applicazione Google Wallet. Iniziativa che però ha avuto vita breve e che è stata sostituita da Android Pay, applicazione che utilizza sempre la tecnologia NFC per abilitare i pagamenti contactless con gli smartphone.

Il servizio ha cominciato a diffondersi con il lancio di Apple Pay e dell’iPhone 6, il primo melafonino con tecnologia NFC. Grazie alla piattaforma realizzata dall’azienda di Cupertino, il numero di negozi e di istituti di crediti che supportano i pagamenti contactless sono aumentati a dismisura. Apple Pay è anche disponibile in Italia dal 17 maggio 2017.

Ma come funziona il pagamento contactless tramite lo smartphone? Molto semplice. Basta scaricare l’applicazione che si vuole utilizzare, ad esempio Apple Pay o Satispay (in Italia Android Pay ancora non è attivo), registrare all’interno del wallet (una sorta di portafoglio digitale) le proprie carte di credito, attivare la tecnologia NFC nello smartphone (lo si può fare tranquillamente entrando all’interno delle Impostazioni) e infine avvicinare il device al POS ed effettuare il pagamento. Per poter funzionare il POS deve integrare la tecnologia NFC. Ecco le migliori applicazioni per pagare con lo smartphone.

Come funziona Apple Pay

 

apple pay

 

Lanciato nel settembre 2014, Apple Pay è il sistema di pagamenti contactlesssviluppato dalla casa di Cupertino per i suoi dispositivi mobili (non solo iPhone e iPad, ma rende possibili anche i pagamenti contactless con Apple Watch). Disponibile dall’iPhone 6 in poi, Apple Pay sfrutta il Wallet della casa di Cupertino (una sorta di portafogli virtuale dove poter conservare i dati della carta di credito, buoni sconto, biglietti e altre carte fedeltà) e la tecnologia NFC (per mettere in contatto lo smartphone con i POS compatibili) così da garantire pagamenti contactless sicuri e veloci. Come pagare con Apple Pay in Italia? Niente di più semplice: al momento del pagamento, si avvicina l’iPhone al POS e si attende che Apple Pay carichi le carte di credito presenti all’interno del Wallet. A questo punto l’utente sceglie la carta contactless sulla quale accreditare il conto e sfrutta il sensore Touch ID per autorizzare la transazione. Nell’iPhone X al posto del Touch ID l’utente dovrà utilizzare il Face ID. In Italia Apple Pay è disponibile dal 17 maggio 2017 e per il momento supporta le carte di debito e di credito di Unicredit, Unicredit, Mediolanum, Fineco, BCC, Carrefour Banca e Boon, ma il servizio dovrà essere esteso molto presto anche ad altre banche.

Boon

Boon è uno dei servizi supportati da Apple Pay e permette di ovviare al problema degli istituti di credito che non hanno sottoscritto una convenzione con il servizio dell’azienda di Cupertino. Boon offre la possibilità di creare un carta di credito virtuale che può essere ricaricata attraverso il proprio conto corrente: in questo modo anche se non siamo clienti Unicredit potremo utilizzare Apple Pay per i nostri pagamenti con lo smartphone.

Come funziona Android Pay

 

Erede del fallimentare Google Wallet, Android Pay debutta negli Stati Uniti nel settembre 2015 e in Europa nella primavera successiva. In Italia però non è ancora attivo, anche se alcune indiscrezioni fissano per il 2018 l’arrivo nel Bel Paese di Android Pay. Il funzionamento è molto simile a quello di Apple Pay: permette pagamenti via NFC, mentre l’autorizzazione della transazione può essere fatta sia tramite chip biometrici (riconoscimento delle impronte digitali, riconoscimento facciale) sia tramite codice di sblocco. A differenza di Apple Pay, Google Pay è compatibile con un numero di dispositivi enormemente più ampio: è sufficiente che lo smartphone sia dotato di chip NFC e abbia una versione di Android superiore a KitKat 4.4. Come pagare con Android Pay? Si avvicina lo smartphone compatibile al POS, si aspetta che il sistema chieda il codice di sblocco (o la scansione dell’impronta) e il pagamento è autorizzato. I soldi verranno scalati direttamente dalla carta di debito o dal conto corrente collegato alla carta di debito.

Come funziona Samsung Pay

Con il Galaxy S6, Samsung ha introdotto nella nativa Sud Corea (ma via via “esportato” anche nel resto del mondo) il sistema di pagamento contactless Samsung Pay. Dal punto di vista tecnologico, Samsung Pay sfrutta le stesse tecnologie già viste all’opera con Apple Pay e Android Pay: chip NFC per le comunicazioni, portafogli virtuale per salvare i dati della carta di credito e autorizzazione con riconoscimento biometrico. Per sviluppare il “suo” contactless, Samsung ha acquistato la startup LoopPay, così da rafforzare il suo team di sviluppo interno e poter sfruttare le tecnologie già realizzate. Come pagare con Samsung Pay? Dopo aver effettuato la configurazione del dispositivo e della carta di credito, sarà sufficiente avvicinare lo smartphone al POS, effettuare la scansione dell’impronta e attendere qualche secondo. Secondo alcuni rumors, l’azienda sudcoreana dovrebbe portare al più presto il servizio anche in Italia: la data è fissata entro la fine del 2017.

Come funziona Satispay

Servizio sviluppato in Italia e che sta riscuotendo un successo sempre maggiore, Satispay permette di effettuare pagamenti con lo smartphone anche senza avere la tecnologia NFC: basta essere iscritto al servizio e avere un account funzionante. Vediamo come funziona Satispay. Il primo passaggio da fare è scaricare e installare l’applicazione dallo store online. Successivamente bisognerà iscriversi al servizio e collegare il proprio conto corrente attraverso l’IBAN. A questo punto si dovrà impostare la somma da trasferire sul conto Satispay e che verrà utilizzata per effettuare pagamenti con lo smartphone o per inviare soldi ai propri amici. Tutto avviene gratuitamente senza dover pagare nessuna “tassa” per il trasferimento (ad eccezione di alcuni istituti di credito che addebitano una piccola somma per trasferire i soldi dal conto corrente a Satispay).

Per poter effettuare il pagamento presso i negozi è necessario che il commerciante abbia un account attivo su Satispay (al momento sono circa 18mila gli esercenti che supportano l’applicazione). Anche per inviare delle piccole cifre ai nostri amici, è obbligatorio che abbiano un account sulla piattaforma.

Come pagare con lo smartphone con Jiffy

Altro servizio rivoluzionario che permette di effettuare pagamenti con lo smartphone è Jiffy. Si tratta di un’applicazione con cui è possibile fare pagamenti e trasferimenti di denaro utilizzando semplicemente il telefonino. L’addebito avviene direttamente sul proprio conto corrente e non sarà necessario tirar fuori la carta di credito. Ma come funziona Jiffy? Molto semplice: quando si dovrà effettuare un pagamento in un negozio, l’applicazione genererà un codice QR Code che il commerciante dovrà scansionare con il proprio smartphone.

Vodafone Pay

Anche Vodafone ha lanciato la sua applicazione per i pagamenti contactless. Si tratta di Vodafone Pay e non ha nessuna limitazione per quanto riguarda gli istituti di credito supportati. Il servizio funziona attraverso PayPal: per effettuare i pagamenti al negozio vengono scalati i soldi dal conto PayPal che è collegato direttamente al proprio conto corrente. In questo modo non bisognerà salvare all’interno dell’applicazione i dati della carta di credito, ma solamente quelli del conto PayPal.

Grazie per il tempo dedicato alla lettura di questo articolo

Paolo

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