Come i siti web ci spiano

Navigando sul web ci sarà capitato più di una volta di cercare informazioni su quel paio di scarpe che ci piace tanto solo per poi trovarci sommersi da annunci pubblicitari di scarpe nella schermata successiva. Se tutto ciò può sembrare una cosa utile al nostro shopping online, questa pubblicità su misura per noi nasconde un meccanismo al quanto preoccupante.

In uno studio condotto dall’ Università americana di Princeton  viene rivelato come gli scripts sui siti web estraggano informazioni personali in maniera intrusiva.

Stando a quanto scoperto dalla ricerca se un utente visita un sito, non solo viene registrato tutto quello che egli digita o clicca ma viene salvato anche quello che scrive o  cancella. Non molto tempo fa, nel 2013, Facebook era stata attaccata per una questione molto simile. Il social network registrava quello che gli utenti scrivevano, anche se alla fine il contenuto non veniva postato. Questi codici o scripts, che sono usati per tracciare i dati, sono chiamati “session replay“.

“E’ noto da tempo che la maggior parte dei siti utilizza scripts di analisi che salvano dati su quali pagine vengono visitate e cosa viene cercato. Ultimamente però, quasi tutti stanno utilizzando i “session replay scripts”. Questi scripts registrano le sequenze dei tasti, i movimenti del mouse, il comportamento di scrolling, tutti i contenuti visitati all’interno della pagina per poi fornirli a terzi. A differenza dei servizi analytics, che studiano le statistiche, questi scripts registrano ogni singola mossa che viene effettuata dall’utente, come se ci fosse qualcuno alle nostre spalle“.

I ricercatori annunciano che anche le password vengono registrate, sia quando vengono compilate in maniera automatica, sia quando sono digitate sulla tastiera in una tabella di inserimento dati.

Da quando i ricercatori di Princeton hanno reso pubblica la ricerca, diverse aziende americane hanno annunciato che smetteranno di utilizzare le session replay scripts in modo da tutelare la privacy dei loro clienti.

Grazie per il tempo dedicato alla lettura di questo articolo

Paolo

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